“Quando la spieghi, la poesia diventa banale”

il postino casa

Sarà stata la fresca morte di Bocca ad avermi spinto a guardare finalmente un film che mi ero tenuto in un cassetto per troppo tempo. Sarà, e di sicuro non me ne sono pentito. Anzi, credo di aver riscoperto un lato di me che sembra si stia perdendo negli anni. E non aggiungerò altro, poiché “quando la spieghi, la poesia diventa banale” e “meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia a un animo predisposto a comprenderla”. The Postman di Troisi non è un film per soli poeti; è un film per tutti quelli che non hanno mai saputo rispondere a questa domanda : come si diventa poeta? Un capolavoro anche testamento, che ha visto la morte del protagonista postino, Troisi, 12 ore dopo la fine delle riprese. Roberto Benigni e Sean Connery si innamorarono a prima vista di questo film.  “Troisi dà al suo personaggio una verità e una semplicità che significa tutto”: la recensione del New York Times.

A quella domanda tuttavia non c’è risposta, e nemmeno il grande Neruda può darla. Può solo suggerire all’amico postino di provare mettersi in ascolto camminando verso il mare, ascoltare le sue emozioni, ascoltare le meraviglie della sua terra. Perché la poesia parla per istanti, per immagini e per sensazioni. Parla quando meno te l’aspetti. Basta ascoltare.

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