Franco e la Coca-Cola

marte

Il mio rapporto con l’arte moderna è sempre stato caratterizzato da profonda incomprensione. Insomma, io non l’ho mai capita, e lei non ha mai capito me. Ma ritrovare Francisco Franco in alta uniforme e con gli occhiali da sole chiuso dentro un frigo della Coca-Cola batte tutte le mie (negative) esperienze precedenti con questo tipo di arte.

Non mi convince nemmeno l’abbinamento dei colori, anzi mi lascia alquanto perplesso: rosso Coca-Cola e nero fascista – va bene che c’era un po’ di rosso anche sulla bandiera della Falange, ma questa è l’unica interpretazione che riuscirei a cavare,  oltre a quache altra speculazione ideologica sul rapporto dittatura-capitalismo, libertà-liberismo. In ogni caso, per me erano sicuramente più informati i fascisti su Marte che conquistarono il pianeta rosso per eccellenza, per farlo nero: ‘Marte è finalmente fascista’. Nella mia logica tale umorismo si avvicina decisamente di più al concetto di ‘Arte’ di un frigorifero con dentro un dittatore.

D’altronde, questa è una settimana anomala: molte trasmissioni si sono concesse una pausa, per dare il giusto spazio a Sanremo. Bene, mi prenderò una pausa anch’io, almeno per quanto riguarda la politica. E vediamo di dire qualcosa su questo benedetto festival.

 Il monologo di Adriano, sia chiaro, non mi è piaciuto. Mi è sembrato un modo di fare satira un piuttosto scontato,  per niente elegante, e per certi versi anche fastidioso. Forse Berlusconi manca davvero alla satira e ai comici, proprio come hanno  cantato Luca e Paolo (quindi quest’anno decisamente meglio niente Benigni – i suoi monologhi sul Cavaliere erano sempre spettacolari).

Non mi sorprendono gli ascolti in calo, dato che sento parlare più della più presenza o meno delle mutandine di Belen sotto il vestito, che delle canzoni in concorso. A dire il vero, non ho mai sentito parlare delle canzoni in concorso. Per questo condivido in larga parte i commenti espressi sui vari social network, che vedono Sanremo più come una trasmissione a luci rosse che come un concorso musicale, quale sulla carta dovrebbe essere.

Sanremo é parte della crisi? Stavolta del gusto, degradato in questi ultimi anni –  grazie a trasmissioni come il GF – in contemporanea con le nostre finanze?

Il 17 marzo prossimo è la fine dell’anno che ha celebrato i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ora, con Roma che rinuncia alle Olimpiadi, non so proprio che cosa ci sarà da festeggiare da qui alla fine del mondo.

Leggi articolo sul portale di giornalismo online Rosebud al link:

http://rinabrundu.com/2012/02/18/marte-rosso-e-finalmente-fascista-ancora-sul-monologo-celentanesco/

 

Comments
4 Responses to “Franco e la Coca-Cola”
  1. E. says:

    …per festeggiare aspettiamo la prossima installazione di Cattelan con annesse polemiche😉 La Musa della polemica è l’unica che ancora ha del lavoro (Sanremo docet).
    Intanto qualcuno, -please!- mi spieghi che fine hanno fatto (in tutti i campi) l’arte e l’estetica….

    • Penso che l’arte e la poesia siano sempre state in un certo qual modo sempre collegate, e dato il valore che ai nostri giorni si dà alla poesia (pari a zero, non è produttiva, non è utile, non raggiunge un vasto pubblico di lettori e, soprattutto, non arricchisce), riesco non troppo difficilmente ad intuire che direzione abbia preso l’arte. Molte sale della Tate Modern di Londra mi hanno colpito più per la mancanza di gusto che per la presunta ‘forza del messaggio artistico’.

  2. Lois says:

    L’arte contemporanea a volte si spinge veramente oltre e ti confermo che pur apprezzandola ed amandola moltissimo, spesso raggiunge degli eccessi che sono fuori da ogni possibile comprensione e anche gli addetti che si fingono ammirati… Stanne certo, che di fronte ad un frigo restano basiti ugualmente come te!!
    ..parlando poi di Sanremo, credo ci si trovi di fronte ad una formula ormai in disuso e fuori dal tempo (è inutile dire di tutto lo showbusiness che vi gira e soprattutto della ingiustificata e strapagata presenza di uno fuori di testa innalzato a profeta!!). Sinceramente di fronte a tutto ciò credo non ci sia molto più da dire. Occorrerebbe del buonsenso…ma quello ormai non lo trovi più neppure al mercato clandestino. Sanremo è il teatrino televisivo che porta in scena tutto il degrado e la devastazione culturale (e sociale) del Paese.
    Mala Tempora currunt!

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