NIETZSCHE RE D’ITALIA

poste italiane i soliti idioti 2

‘La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita’. Ma quale priorità se sto aspettando al telefono da più di un’ora, assordandomi alternativamente l’uno e l’altro orecchio con una musichetta che ormai mi dà la nausea?

Questo il mio rapporto con i servizi di Poste Italiane, quando si è trattato di aggiornare una carta al nuovo sistema di sicurezza. Se io giovane, nato e cresciuto a stretto contatto con le nuove tecnologie, sono arrivato vicino, ma molto vicino, alla disperazione, non oso immaginare cosa avrebbe provato, nelle stesse condizioni, una persona con l’unica colpa di essere nata qualche decennio prima. L’Apocalisse.

Che tutte le operazioni che implicano il dover fare i conti con una vocina registrata siano stressanti, logorroiche e molto spesso inconcludenti, non è di certo una novità. Quel che mi preoccupa seriamente, tuttavia, è il fatto che molti servizi sembrano essere stati completamente affidati ai call center dai innumerevoli enti i e aziende, pubblici e non.

Nel mio caso, ho provato —col metodo tradizionale — a rivolgermi all’ufficio postale per risolvere il mio problema ma, oltre che al solito atteggiamento da ‘Soliti Idioti’ che purtroppo molto spesso  si riscontra negli impiegati dei servizi pubblici, mi sono trovato di fronte a delle mani alzate accompagnate dalle parole ‘noi non possiamo farci niente, si rivolga al numero di assistenza indicato per la sua carta’.

Traduzione: secoli al telefono per  cercare di prendere la linea, e solo dopo sperare di riuscire a cavarne qualcosa.

Ma c’è anche una seconda traduzione: nessun contatto fisico, per quanto poco ci piacesse quello col già citato impiegato di posta.

La telematizzazione estrema è davvero un modo di rendere i servizi più veloci e accessibili, o in molti casi si ottiene l’effetto opposto?

Mi viene in mente con quante diverse accezioni nella storia è stata utilizzata la parola alienazione: per Marx, per Nietzsche, per Weber.

E mi chiedo con curiosità se Poste Italiane sia già arrivata a una sua definizione. Come dovrebbero formularla molte altre Istituzioni —salvo forse i sindaci dei piccoli paesi — che ogni giorno che passa diventano interlocutori sempre più irraggiungibili.

Leggi articolo sul portale di giornalismo online Rosebud al link:

http://rinabrundu.com/2012/03/26/filosofando-o-dellalienazione-per-marx-nietzsche-weber-e-per-le-poste-italiane/

Comments
11 Responses to “NIETZSCHE RE D’ITALIA”
  1. matteo baudone says:

    i call center se saputi prendere riservano delle sorprese…

  2. Intendi anche quelli delle Poste?! Perchè il mio problema con le Poste va oltre i call center, dato che anche i servizi sul sito mi hanno spesso creato problemi…

  3. E. says:

    E le code alle poste “fisiche”? Mi è capitato di attendere ore, perché l’unica impiegata stava flirtando allegramente con un tizio con cui doveva uscire alla sera… una signora ha protestato e l’impiegata si è ancora infuriata. Non sapevo se ridere o piangere…
    Intanto: bentornato!

    • Grazie mille!😉 Ho passato l’ultimo mese completamente immerso negli studi per un esame di lingua — non solo alle prese con Poste Italiane, la cui faccenda ho cercato di rinviare fino a quando non mi hanno invitato l’ennesima lettera con urgente richiesta di aggiornamento a casa.
      Le code alle poste ‘fisiche’ è un altro bell’argomento che meriterebbe di approfondire. Da noi, in una cittadina che conta più di 22 mila abitanti, all’ufficio centrale delle poste una volta c’erano i moduli da compilare in abbondanza e a disposizione di tutti. Oggi bisogna fare la coda due volte: una per richiedere il modulo (raccomandata, pacco, A.R., o vaglia che sia), e l’altra per riportare il modulo debitamente compilato. Che in pratica significa rissa tutte le volte, perchè esiste una strana regola che non prevede il ritiro ‘ufficiale’ del numero per la seconda coda ‘non ufficiale’.
      Incontrai un’impiegata comunale di mia conoscenza a far la coda, disperata quasi quanto me: ‘una volta ritirevamo un plicco di moduli da tenere in ufficio, in modo da non venire tutte le volte’.
      Se il Comune ha problemi con le Poste, non oso immaginare il semplice cittadino, che molto spesso ha problemi con entrambi.

  4. Purtroppo l’impersonalità crea quello che io chiamo meccanimso da ‘scaricabarile’. Impersonalità = mancanza di responsabilità. Ed è molto comodo, specie per gli enti ‘grandi’…

  5. hagane80 says:

    Le poste italiane: pessimismo e fastidio. Servizio orribile!
    Assieme ai treni, sono una delle cose con cui sono lieta di non avere più a che fare.😆

    • Concordo totalmente. Ho la fortuna di non dover usare il treno quest’anno, ma molti dei miei amici e coetanei vivono l’inferno solo per trasferisi dalle province a Torino, e viceversa, per i propri studi.
      E meno male che siamo nel Nord ‘padano’…

      • hagane80 says:

        Mi dispiace davvero per i tuoi amici.
        Io sono romagnola e fino a 4 anni fa (quando studiavo a Venezia), per 3 lunghi anni, ho preso il treno ogni 2 settimane / ogni mese circa. Un incubo!
        Beh, Nord o Sud cambia poco: almeno in questo Trenitalia non fa discriminazioni.😛

      • La Romagna è una terra stupenda. Adoro il vostro accento. Spero di tornare a farle visita presto.😉

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